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Aponogeton madagascariensis

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Aponogeton madagascariensis è probabilmente la specie più rappresentativa del genere: semplicemente bella

 

Questa bellissima pianta acquatica risponde al nome di Aponogeton madascariensis.
Come risulta ovvio dal nome, si intuisce facilmente la sua provenienza.
È una pianta dotata di tubero che può raggiungere discrete dimensioni, e di diametro
(3 cm circa) e in lunghezza.
Le sue caratteristiche foglie a cui manca il tessuto, sono una vera a propria rete. Questo risulta un aspetto che certamente ha contribuito, a ragione, a creare estimatori di questa pianta, le cui foglie possono raggiungere notevoli dimensioni, in acquario 30/40 centimetri di lunghezza e 6/7 di larghezza.
La sua coltivazione in acquario non risulta particolarmente semplice, ma grazie al fatto che, come molte specie di piante acquatiche o palustri da anni riprodote in cattività, le sue esigenze, comunque non trascurabili, possono essere divenute un tantino più malleabili.
È opportuno ricordare però che dovrebbe essere destinata ad un acquario dedicato, che possa cioè rispondere a determinati parametri di coltivazione della pianta, di conseguenza le altre piante ed i pesci che popolano la vasca, devono essere in grado di vivere in tali condizioni ambientali.
Una temperatura troppo elevata (oltre 26°C) e costante ne potrebbe causare il deperimento.

L’acqua della vasca dovrebbe avere un buon movimento, una corrente di media intensità. L’illuminazione media, non intensa che disturberebbe la normale evoluzione vitale della pianta, e le alghe sulle foglie la farebbero perire.
Prevenzione, sempre. Questa è una pianta che più di altre ne risentirebbe in modo deleterio.
In natura, vive in ruscelli ed in fiumi le cui acque sono mosse da una forte corrente, anche se in alcuni casi e per alcuni periodi limitati, riesce a vivere anche in acque ferme.
Il fondo dovrebbe essere ricco di sostanze nutritive, per permettere al rizoma di catturare gli elementi necessari al fabbisogno vitale dell’Aponogeton madascariensis.
In seguito alle condizioni climatiche ed ambientali dettate dalla natura, che alterna ciclici periodi di siccità e inondazioni, questa pianta nei biotopi di origine vive un momento di stasi nella crescita, durante il quale sembra non evolvere più il suo ciclo vitale.
Il suo rizoma però ha acquisito, quando la natura ha concesso lui di farlo, le sostanze nutritive che permettono alla pianta di non perire anche in questi particolari momenti, che sono caratterizzati da periodi di tempo più o meno lunghi, anche due o tre mesi.
È quindi possibile che questo periodo denominato di quiescenza in alcuni casi debba essere rispettato anche in acquario, certamente non ponendo il rizoma e la pianta stessa all’asciutto, ma probabilmente trasferendo la pianta in una vasca con un livello di acqua molto più basso.

Molto improbabile che si possa abbassare notevolmente il livello dell’acqua nella vasca in cui vivono anche altre specie di piante e pesci.
Come sopracitato però il fatto che da diversi anni molte specie di piante vengono riprodotte in cattività, può rendere le esigenze dell’Aponogeton madascariensis meno tassative, anche se mai trascurabili se vogliamo coltivarla con soddisfazione.
Richiede acqua tenera (5°dgh) e leggermente acida (6-6,5). ed in natura sono state rilevate temperature che oscillano dai 18 ai 23°C nei biotopi in cui vive.
Ciò che può avvenire in un acquario, talvolta non si rende possibile in un altro, io tendo a non dare mai nulla per scontato, molti fattori possono influire negativamente o positivamente sulle specifiche condizioni vitali di una pianta o di un pesce.
È comunque certo che Aponogeton madascariensis richiede impegno e cura, come tutto l’acquario del resto.
Ma ne vale la pena, no?!
È una pianta coltivata da molti anni in acquario, vale davvero la pena di provarci. È un regalo della natura, e la sua infiorescenza risulta particolarmente bella e decorativa.

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