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 Nessun appassionato vorrebbe mai avere a che fare con le malattie dei suoi beneamati ospiti: i pesci.
Fa parte però del ciclo della vita, quanto per gli esseri umani anche per gli animali affrontare una malattia.
Per mantenere il proprio acquario di acqua dolce libero da parassiti che potrebbero danneggiare la salute dei pesci, la cura più efficace risulta essere la prevenzione.
E non occorre fare nulla di speciale per riuscirci, ma osservare alcune regole basilari di cura e mantenimento della vasca.
Importante quindi, prima di entrare nello specifico di alcune malattie, almeno quelle più frequenti e comuni che si possono riscontrare in acquario, controllare che determinati parametri nella vasca siano rispettati.
Il filtro dell’acquario deve essere sottoposto a periodiche pulizie, in caso contrario andrebbe ad ostruirsi e non potrebbe svolgere al meglio l’essenziale lavoro vitale per l’ecosistema dell’acquario stesso. I cambi parziali di acqua devono essere frequenti, in base alla quantità di pesci e piante presenti e dai rifiuti organici prodotti. Dando quindi per scontato che vengano rispettate le basilari regole di buon funzionamento dell’acquario, possiamo affermare che di frequente accade di accorgersi di sintomi di malattie dei pesci pochi giorni dopo che questi sono stati acquistati.
Non è così raro che accada, anche perchè ci risulta letteralmente impossibile stabilire in quali condizioni siano stati tenuti fino al momento dell’acquisto.
Nessun negoziante, anche se in buonafede, direbbe mai ad un cliente che non ha rispettato nel migliore dei modi i parametri chimico-fisici dell’acqua dalla quale dipende in modo assoluto la vita dei pesci.
Nella mia personale esperienza, mi sono armato di tanta pazienza, supportata da altrettanta passione.
Quando acquisto dei pesci, mi rivolgo al mio negoziante di fiducia, tanto per cominciare.
Indipendentemente dal fatto che mi posso fidare, visto che la fiducia che ho riposto in lui non è mai stata tradita, quando acquisto dei pesci li vado a mettere in un periodo di quarantena in una vasca di 30 litri di capienza spoglia di tutto: risulta presente solo il filtro e null’altro.
Un semplice contenitore trasparente di vetro dal quale posso osservare il comportamento dei pesci e la loro prima reazione al cambiamento che hanno sostenuto, che sempre e comunque risulta stressante per loro.
I parametri chimico-fisici della vasca di quarantena, cerco di mantenerli più simili possibile a quelli dell’acquario vero e proprio, di modo che, dopo circa trenta giorni posso trasferire i pesci in tutta tranquillità in quello che diventerà il loro nuovo habitat.
Quando un pesce appena acquistato si ammala, questo accade subito dopo pochi giorni, non dopo mesi: in questo caso le cause sarebbero da ricercare altrove.
Il cosiddetto periodo di quarantena per quanto mi riguarda non supera mai i 25/30 giorni.
Nella vasca che utilizzo a questo scopo, lasciata spoglia di proposito, posso osservare se i pesci manifestano sintomi di malattia, ed intervenire inserendo il medicinale più appropriato: soluzione che risulterebbe piuttosto dannosa se dovessi farlo nella vasca principale. Non è logico curare tutti i pesci perchè solo uno è malato. Non solo, ma ogni medicinale, pur specifico e selettivo che sia, va inevitabilmente a danneggiare, quantomeno a disturbare i pesci sani, le piante, e la preziosa flora batterica presente nell’ecosistema della vasca.
Così facendo, quando è capitato di riscontrare malattie nei pesci, e fortunatamente mi è successo in pochissime occasioni, ho potuto curare i pesci appena acquistati nella vasca adibita alla quarantena.
Una volta acquistai 4 discus (avrei dovuto accertarmi meglio sulle loro condizioni prima dell’acquisto: primo errore) e non vedevo l’ora di inserirli nell’acquario.
Il giorno dopo tutti e 4 presentavano una livrea scura, inappetenza, tendevano a nascondersi e purtroppo dimagrivano vistosamente nei giorni a seguire.
Li ho curati cercando di fare del mio meglio, nella vasca di quarantena, e dopo circa un mese tre si sono perfettamente ristabiliti, uno dei quattro con mio grande rammarico non si è più ripreso ed è morto.
Immaginate che danno avrei fatto se li avessi tenuti da subito nella vasca principale e tentato di curarli?!
Non solo avrei danneggiato l’ecosistema dell’acquario, ma avrei anche seriamente infastidito i pesci e le piante che invece godevano di ottima salute.
La prevenzione è la prima cura contro le malattie dei pesci.
Prima di parlare delle malattie dei pesci di acqua dolce trovo sia corretto comprendere come prevenirle. Banale?! Mica tanto.
Parliamoci chiaro: per curare un pesce quando gravemente malato, i consigli del negoziante raramente possono aiutare, a meno che non sia abbia la fortuna di avere un negoziante di fiducia altamente competente; anche in questo caso comunque, sarebbe assurdo aspettarsi da lui dei miracoli.
La miglior arma a nostra disposizione contro le malattie dei pesci è la prevenzione, che lo si voglia oppure no.
Una buona prevenzione, ed una gestione ottimale dell'acquario, ben difficilmente andrà a portare malattie nella vasca in cui vivono i nostri pesci e le piante.
La semplicità aggiungo è ulteriore arma a disposizione di chi, come me, non ha determinate conoscenze in materia relative alla biologia.
Il primo passo da compiere è offrire ai pesci, ed alle piante una vasca il cui filtro sia ben attivo, già rodato, già capace di mantere un sano equilibrio dei parametri chimico-fisici dell'acqua, una corretta pulizia.
Se già riusciamo in questo primo passo, dovremo introdurre nella stessa vasca virus, o pesci già ammalati, per averne poi di tali.
La vasca principale non dovrebbe mai essere inquinata con medicinali, dovrebbe sempre risultare un ambiente biologicamente equilibrato: l'immissione eventuale di medicinali andrebbe inevitabilmente a danneggiare i batteri utili al filtro, le piante, ed i pesci sani.
Quando un pesce è ammalato, è opportuno spostarlo in una vasca apposita, priva di tutto: un contenitore dalle spoglie pareti di vetro munito solo del filtro, ambiente igienicamente migliore per tentare di guarire il pesce.
Prima di inserire un pesce nella vasca principale, specie se appena comprato e ci somiglia sanissimo, metterlo comunque nella vasca di quarantena (caratteristiche come sopra) e lasciarlo almeno per una ventina di giorni, meglio ancora se trenta.
Con la vasca spoglia di tutto è più facile controllare e verificare visivamente il comportamento del pesce e comprendere se sano oppure no.
A qualcuno può sembrare una scocciatura? Provate per un attimo a pensare alla scocciatura di avere un pesce ammalato nella vasca principale e doversi trovare poi a fronteggiare la malattia, cercando di evitare che si trasmetta ad altri pesci.
Una buona prevenzione è la miglior cura anche di chi (ripeto come me) non ha competenze specifiche sulle malattie dei pesci: la mia passione, la nostra credo, è quella di allevare pesci sani che possano riprodursi.
Può accadere che si possano ammalare?
Certo che sì, proprio come per gli esseri umani.
Ma sovente, se rispettate tutte le regole igieniche e di alimentazione, si tratta di malattie che sfuggono al nostro controllo.
Nel caso non si sappia che fare, non improvvisiamo: un veterinario, o comunque una persona realmente esperta in materia, ci potrà fornire un valido supporto.
Quando eseguiamo i parziali cambi di acqua seguiamo poche regole basilari: che non sia troppo distante dalla temperatura dell'acqua dell'acquario, che sia preventivamente trattata con osmosi inversa e con gli stessi valori di quella presente nella vasca.
Evitiamo quanto più possibile stress ai pesci che dipendono in tutto da noi.
Tantissimi motivi possono portare un pesce alla malattia:
lo stress può essere causato da molteplici fattori;
convivenza forzata con specie non compatibili;
filtraggio non adeguato;
temperatura dell'acqua non idonea;
cambi di acqua brutali e repentini;
illuminazione inadeguata;
mancanza di nascondigli in cui il pesce possa rifugiarsi quando lo desidera, etc.
Prevenire, significa evitare di ospitare i pesci in ambiente non gradito, a partire dall'allestimento della vasca, ancor prima dalla scelta della stessa, dovremo pensare ai pesci che lì dovranno vivere. Malattie dei pesci di acqua dolce Commenti: 0 ::: Pagine totali: 0
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Felice 31/08/2010 16:38:25
Ciao Giuseppe,
ti consiglio a questo punto (se non vuoi svuotare l'acquario e rifare tutto daccapo) di utilizzare fertilizzante solido da...
Giuseppe 31/08/2010 14:25:56
Salve, ho un piccolo problema: posso aggiungere terriccio fertilizzante nell'acquario con dei pesci?
Felice 30/08/2010 15:06:55
Ciao Ery,
il termoriscaldatore è sempre necessario per il Betta, dal momento che non è un pesce di acqua fredda.
Non solo, ma nel...
Ery 30/08/2010 14:18:09
Ciao. Ho un Betta maschio e una femmina. Il maschio ha già fatto un bel nido di bolle e la femmina ha il puntino bianco e le uova, ma qnd li...
Felice 29/08/2010 14:16:38
Ciao Silvia,
Da quanto scrivi sono certo che curi più che bene i tuoi acquari.
Per quanto riguarda l'
Silvia 29/08/2010 10:27:33
Premettendo che ho tre acquari che curo abbastanza bene ( almeno credo ) mi sto chiedendo da un pò di tempo come devo cibare i pesci.
Mi spiego, dato che non...
Felice 28/08/2010 17:23:06
Ciao Giuseppe.
Serve a somministrare anidride...
Giuseppe 28/08/2010 17:09:09
A cosa serve un erogatore di co2?
Felice 27/08/2010 12:01:12
Ciao Jacopo.
Era possibile che accadesse, anche se ovviamente speravo il contrario.
Però ti consiglierei di lasciare il divisorio, in questo modo la coppia...
Jacopo 27/08/2010 09:30:10
Ciao Felice, purtroppo i genitori hanno mangiato le uova anke se ho messo un divisorio nero... cosa mi consigli di lasciare il divisorio fino alla prossima covata...
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