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Pesci: anatomia ed organi sensoriali


In quanto l'evoluzione ha portato i pesci ad esseri capaci di vivere (solo) in acqua il loro corpo risulta fortemente idrodinamico, sviluppato per rispondere al meglio alle esigenze dettate da un determinato habitat naturale (grandi spazi in cui nuotare, invece che una fitta vegetazione, etc.).
Quindi il capo, il tronco del corpo, la coda, sostanzialmente risultano omogenei, al fine di conferire ai pesci una, più o meno sviluppata ma sempre efficace, idrodinamicità, senza dimenticare che le squame sono disposte dalla Natura in maniera ordinata, in modo da ridurre l'attrito dell'acqua e facilitare il pesce nel nuoto.
Le caratteristiche morfologiche sono dettate dall'habitat naturale come facile supporre: pesci come le razze vivono in prossimità del fondo, quindi la loro idrodinamicità è dovuta all'evoluzione che la Natura è stata in grado di offrire loro conferendo un corpo praticamente perfetto per nuotare in tali circostanze, un pesce invece come lo scalare ha raggiunto questa forma nel corso del tempo, con il corpo molto compresso ai lati e sviluppato in altezza quanto in lunghezza, perchè evidentemente il suo habitat è popolato da folta vegetazione e quindi spazi in cui il pesce deve comunque sapersi muovere in modo agile, in acqua piuttosto tranquille, mentre pesci con il corpo particolarmente affusolato hanno assunto queste caratteristiche per nuotare magari in acque con una corrente, più o meno forte, e quindi sapersi opporre, grazie alla conformazione del loro corpo, alla forza maggiore dell'acqua.

Anatomģa ed organi sensoriali dei pesci

 

Un altro esempio può essere quello relativo all'Ancistrus, capace con la sua bocca di rimanere aggrappato anche laddove vi sia una corrente di una certa forza, tanto in prossimità dei fondali quanto su superfici offerte da rocce invece che da corteccie, inoltre i suoi barbigli risultano essere organi sensoriali caratteristici conferendo al pesce determinate capacità.
Ogni pesce risulta ben evoluto per riuscire a vivere al meglio nel proprio ambiente, potremmo continuare con esempi numerosi, da citare però per curiosità sono l'Astyanax mexicanus che nasce senza gli occhi in quanto destinato a vivere nella profondità di acque nel buio delle grotte, oppure ancora il Carnegiella strigata che pur piccolo risulta dotato di muscoli pettorali estremamente sviluppati per poter guizzare fuori dall'acqua compiendo balzi per fuggire dai suoi predatori.
Tanto per le caratteristiche esteriori quanto per quelle interiori, ogni pesce risulta dotato di apparato sviluppato per soddisfare determinati criteri.
Impossibile ad esempio non pensare ai Labirintidi, come gli Anabantidae, con il loro particolare sistema respiratorio che permette a questi pesci di respirare ossigeno presente oltre la superficie dell'acqua.
Pur avendo il capo che riesce praticamente a fondersi con il resto del corpo, l'altezza posteriore dell'opercolo branchiale è in grado di delimitare la fine del capo e l'inizio del tronco, tronco che termina in prossimità dell'altezza anale dove inizia la parte caudale del pesce.
Il peduncolo, più o meno sviluppato, è quello che unisce il tronco del corpo alla pinna caudale.

Anatomìa

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