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Pygocentrus nattereri - Piraņa


Il Pygocentrus nattereri, classificato in passato come Serrasalmus nattereri è certo maggiormente noto ai più come Piraņa.
Noto per il suo essere famelico, molto ci è stato romanzato in proposito, comprese pellicole cha hanno dato il via a film, per la serie: via libera alla fantasia.
Non è certo in discussione l'innata aggressività di questo pesce, aggressività che fa parte delle sue caratteristiche comportamentali.
Possiamo affermare, forse più ancora che in altri casi, che solo un appassionato con la A maiuscola di questa specie si cimenta nell'allevamento e nella riproduzione, quest'ultima comunque non facile.
Il Pygocentrus nattereri presenta un corpo piuttosto compresso rispetto all'altezza ed alla lunghezza.
Il capo è convesso, risulta ben inserito nella struttura corporea contribuendo a conferire al Piraņa una buona peculiarità idrodinamica.
I denti, dai quali deriva tutta la sua fama, sono aguzzi, seghettati, particolarmente acuminati, e la mascella inferiore e quella superiore si chiudono facendo coincidere i denti contrapposti tra loro.

Pygocentrus nattereri (Piraņa): temibile e ambito dagli appassionati, non dimentichiamo che con gli esemplari di cattura l'uomo depreda l'ambiente. Vale la pena? certo che no.

 

La potenza e l'efficacia del suo morso risulta quindi particolarmente temibile (letale) per le sue vittime.
La pinna dorsale non è molto alta, anche piuttosto corta rispetto alla stazza del corpo da adulto.
Poco prima del peduncolo caudale si colloca un piccola pinna adiposa, mentre la pinna caudale è pressochè triangolare e discretamente sviluppata in proporzione.
La pinna anale può presentarsi ben sviluppata soprattutto negli esemplari più vecchi e robusti, colorata di rosso, stessa colorazione nelle pinne ventrali, piccole.
Colorazione rossastra che il Pygocentrus nattereri mostra anche nella parte ventrale, in tutta la parte inferiore del corpo, estendendosi fino alle branchie.
In natura nuota nelle acque di fiumi e torrenti dell'America meridionale, dalla corrente piuttosto lenta e anche ricchi di vegetazione.
Anche se non si direbbe, più che altro per la fama che gli è stata attribuita, può manifestare un comportamento timido, capace di guizzi rapidi e violenti quando desideri appartarsi e nascondersi perchè si sente in qualche misura disturbato.
Alcuni amano tenere un unico esemplare nel loro acquario per godere di quello che considerano uno spettacolo: vedere il Piraņa nutrirsi di cibo vivo, cioè altri pesci.
Personalmente non condivido questo scopo ornamentale e piuttosto raccapricciante fine a sé stesso.
Il Pygocentrus nattereri invece necessita di essere allevato in gruppo, e capite anche che le vasche piccole non sono certo adatte.
Raggiunge dimensioni che possono arrivare, una volta adulto, ai 30 cm di lunghezza, ed anche se il corpo è compresso rispetto alla lunghezza come sopracitato, diventa una bella bestiolina, se mi si concede questo termine.
Personalmente, ma si tratta di idea soggettiva, non prenderei in considerazione l'allevamento della specie in vasche inferiori ai 400/500 litri, ben sviluppate tanto in lunghezza quanto in larghezza.
Perchè? Il Pygocentrus nattereri diventa di notevoli dimensioni, ha bisogno di spazio per nuotare e muoversi liberamente, un'adeguata mancanza di spazio lo rende nervoso e quindi aggressivo, anche verso gli esemplari della stessa specie.
E quando il Piraņa si arrabbia... beh, ne fanno le spese gli esemplari a lui forzatamente vicini.
Come sempre sarebbe ideale inserire nella vasca un esiguo numero di giovani esemplari, ponendo particolare attenzione alla crescita di ciascuno, che sia equivalente per tutti gli esemplari.
Una disparità di taglia può significare far pagare un prezzo elevato ai pesci (seppur della stessa specie) che rimangono di taglia inferiore.
Risulta ovvio che un acquario destinato ad ospitare questi pesci deve essere una vasca dedicata alla specie, per quanto riguarda l'arredamento meglio sia piuttosto spartano, anche qualche pianta robusta volendo, di buone dimensioni.
Inutile dire che una volta cresciuti gli esemplari (ma anche quando sono piccoli) mettere le mani nella vasca non è una buona idea... io non ci scherzerei.
Numerosi nascondigli ricavati da legni, sassi, possono tornare utili ogni qualvolta i pesci desiderano appartarsi.
Anche per via della manutenzione ed interventi nella vasca che richiede un acquario stile “olandese” non sembra intelligente riempire di piante la vasca destinata ai Piraņa.
Quindi, pochissime piante robuste, tipo Echinodorus amazonicus oppure Echinodorus parviflorus, illuminazione non troppo intensa, più che sufficiente per le piante e che non disturbi i pesci.

Altro capitolo importante nell'allestimento della vasca lo merita il filtraggio, un ottimo mangiatore come il Pygocentrus nattereri produce rifiuti organici in notevole quantità, quindi l'efficienza del filtro deve essere potente e adeguata alla vasca, onde evitare il crearsi di malattie dovute a una incorretta ed insufficiente efficienza del filtro, in quanto a:
adeguata regolazione della pompa dell'acqua (indicativamente dovrebbe filtrare almeno due volte in un'ora l'acqua presente nella vasca);
pulizia frequente del materiale filtrante (abbondante), che se sporco perde notevolmente la sua efficienza.
Il cibo? Quello vivo, piccoli pesci, anche se si tratta di teoria discutibile non è affatto necessario.
In primis, ogni pesce vivo introdotto nella vasca può essere portatore di malattie, inoltre gli inevitabili resti potrebbero inquinare notevolmente l'acqua dell'acquario, quindi, attenzione.
In natura il Pygocentrus nattereri si nutre prevalentemente, com'è ovvio supporre, di carne di pesce.
Anche in acquario questa esigenza va rispettata. Come? Pesce fresco (anzi freschissimo), dalla carne rosa, come salmone, trota.
Freschissimo perchè in caso contrario gli olii rilasciati dalla carne possono risultare altamente inquinanti per la vasca, mai perdere di vista il filtraggio, vista l'alimentazione carnivora di questa specie.
Pesci dalla carne rossa, attenzione: il sangue inquina notevolmente l'acqua oltre che renderla maleodorante.
Non che siano da escludere totalmente, ma in piccola quantità, assicurandosi il più possibile dell'effettivo e reale consumo da parte dei pesci, i resti di cibo in questo caso sono più inquinanti che in altri casi.
Molluschi, crostacei, gamberetti, anche un piccolo pesce vivo ogni tanto, poi vongole, cozze, calamari...
Risulta importante essere parsimoniosi nella somministrazione del cibo, ed abituare i pesci sin da giovani a nutrirsi di una discreta varietà di cibo, per variegare la loro dieta.
Una volta adulto, difficilmente accetterà cibo a lui nuovo.
Carne di vitello, petto di pollo, carne di tacchino può andare bene: non troppo spesso però, non più di 5-6 volte al mese, in quanto ricca di proteine, grassi, calorie che risulterebbero eccessive in caso di sovralimentazione.
Per quanto riguarda la sua riproduzione ti invito a leggere questo interessante articolo.
A quel che so il Pygocentrus nattereri è l'unica specie cui sia possibile la riproduzione in cattività, invito chiunque a partecipare a questa discussione, se puoi dirmi qualcosa in merito.
Il Pygocentrus nattereri è un esemplare molto bello, che merita di essere allevato con rispetto e cura, non trattato come un fenomeno da baraccone.

Il Pygocentrus nattereri è un pesce estremamente affascinante, personalmente non mi sono mai cimentato nel suo allevamento, anche perchè è necessario disporre di vasche particolarmente capienti, diciamo intorno ai 500 litri, certamente non inferriori.
Inoltre questa specie (Pygocentrus nattereri) pare sia l'unica cui si disponga di informazioni riguardo la sua riproduzione in cattività, comunque non facile, le altre specie sono esclusivamente di cattura.
Personalmente non trovo giusto inserire nei nostri acquari pesci di cattura, perchè in qualche misura si va a depredare quello che è l'habitat naturale, diverso è il discorso della salvaguardia, nei propri acquari, di specie in via di estinzione, allevamento questo che dovrebbe però essere mirato a salvaguardare la specie per poi reintrodurla in natura con i dovuti modi, discorso riservato a persone competenti che si occupano, per lavoro, di questo (esempio: biologi).
Il Pygocentrus nattereri qualche volta si è riprodotto in cattività, sono totalmente ignorante in materia, sarebbe bello che rispondesse a questo post un allevatore di questa specie.
A quanto ho appreso raggiunge la maturità sessuale al terzo anno di età, bisogna poi avere la fortuna di trovare una coppia affiatata che decida di provare la riproduzione in cattività, e sempre a quanto ho appreso necessitano di vasche particolarmente capienti, indicativamente 700 litri.
Molti anni fa, quando avevo 11 anni ed i miei genitori decisero di comperarmi il mio primo acquario (una vasca da 30 litri che conservo con affetto ancora oggi e la uso come vasca di quarantena), ricordo che il negoziante aveva una vasca da 1.000 litri dove teneva una sola coppia di (così si chiamava allora) Serrasalmus nattereri.
Mi disse che questa coppia aveva scavato una piccola buca nel fondo, lui ovviamente tentava la loro riproduzione, un signore molto esperto che è riuscito, tanto per dire, nella riproduzione di numerosissime specie di Ciclidi.
Lui mi raccontò che aveva provato, con cautela, a ricoprire la buca scavata dai Piraña, per capire se facevano sul serio oppure no.
Poi, per via della mia giovane età mi sono perso di vista con questo signore, che nel corso degli anni deve avere cambiato residenza e non ho più avuto notizie riguardo il suo tentativo di riproduzione dei pesci.
Quindi, appassionati dei Piraña, vi aspetto, e vi invito a mettervi in contatto con me per meglio illuminarci in materia.

Commenti

   Manuele 07/04/2011 20:52:02

Ottima spiegazionne
Io sono anni che li allevo in 450 litri e devo dire i miei Aldo, Giovanni e Giacomo vanno alla grande e hanno una buona crescita, li sto nutrendo ora con i classici lattarini, che ne vanno ghiotti, ogni due giorni li nutro perō, perché se fosse per loro mangerebbero 3 volte al giorno.


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