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Chanda ranga

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Le cangianti tonalità di colore talvolta presenti sulla livrea del Chanda ranga sono triste frutto di colorazione artificale dannosa per il pesce: non acquistare pesci colorati artificialmente (vengono praticate loro iniezioni sottocutanee solo per farli

 

Chanda ranga, comunemente noto anche come Pesce di vetro indiano per la sua particolare caratteristica di trasparenza che lo contraddistingue, è un esponente della famiglia Centropomidae.
Trova diffusione in natura in parte del continente asiatico, India, Thailandia e Birmania, dove nuota sia nell’acqua dolce delle risaie che in acqua salmastra, acqua caratterizzate sempre da poca profondità.
Il corpo ha un aspetto quasi romboidale, molto compresso ai lati, più sviluppato in altezza.
Il capo si presenta triangolare, con una sorta di gibbosità sul finire, dove inizia il dorso.
La bocca rivolta verso l'alto, è munita di labbra di buone dimensioni, gli occhi sono grandi.
La pinna dorsale è composta da due parti, la prima a partire dal capo più rigida e sviluppata, la seconda più morbida ed arrotondata.
La caudale porta una piccola incisione centrale e la pinna anale è particolarmente accentuata, piccole le ventrali.
La colorazione di questo pesce assume lievi tonalità giallognole, anche se la sua trasparenza è predominante, presenta sulla livrea striature dorate e/o azzure, per osservarle al meglio è necessario osservare il pesce in controluce.

Una banda longitudinale attraversa il corpo a partire dall’opercolo branchiale fino alla pinna caudale.
Ovviamente, la colorazione della livrea del Chanda ranga, essendo trasparente, è ancora meno evidente quando il pesce non esprime al massimo la propria colorazione, ad esempio quando è intimidito o spaventato.
Il dimorfismo sessuale dovrebbe (non ne sono certo) distinguersi nei maschi per una bordatura azzurra, molto lieve, sulla parte posteriore della pinna anale e di quella dorsale.
La vescica gassosa ben evidente, nei maschi inoltre dovrebbe essere meno arrotondata che nelle femmine.
È un pesce pacifico, non dà problemi di convivenza nemmeno con pesci di diversa diffusione geografica, non mi sono mai cimentato nella loro riproduzione, ma li ho avuti per diverso tempo e non hanno mai presentato problema alcuno né di adattabilità né in fatto di esigenze specifiche.
Tuttavia, la sua riproduzione sembra sia stimolata dalla luce e da un lieve rialzo della temperatura dell’acqua, in natura il sole provvede a tutto ciò.
Quando la coppia dà luogo alla riproduzione, gli accoppiamenti sono ripetuti, le deposizione delle uova avviene in più riprese e sono molto numerose.
Allevare i piccoli, che si schiudono dopo circa 24 ore, richiede attenzione e cura nella loro alimentazione, gli avannotti sono particolarmente minuscoli quindi risulta necessario nutrirli di conseguenza, cercando di far arrivare il cibo il più vicino possibile perchè si possano nutrire.
Per tentare al meglio la riproduzione dei Chanda ranga non sarebbe una cattiva idea, tutt’altro, una vasca a loro dedicata in cui siano i protagonisti.
Si tratta di pesci pacifici e piuttosto timidi, questo l’ho potuto osservare per esperienza diretta.
Accetta cibo in scaglie, liofilizzato, ma la sua alimentazione dovrebbe includere anche cibo vivo (tubifex, naupli di artemia, piccoli gamberi) in alternativa possiamo optare per quello congelato.

In acquario non presenta particolari esigenze per i parametri chimico fisici dell’acqua, vive bene anche in vasche di comunità con ph da 6,5 a 7 e durezza totale di 10-15°dgh.
Allevare pesci in comunità è un discorso, se vogliamo tentare la riproduzione della specie sappiamo bene che maggiori attenzioni sono necessarie.
In questo caso qualche cucchiaio di sale per rendere l’acqua leggermente salmastra non guasta affatto, temperatura dai 20 ai 25°C, e se diamo al Chanda ranga una vasca a lui dedicata una leggere illuminazione solare è gradita, anche dal punto di vista della riproduzione può risultare favorevole.
Pesce molto caratteristico per il suo aspetto, se riceve le giuste attenzioni che merita lo possiamo portare alla sua riproduzione, e sarebbe una bella soddisfazione.
L’arredamento della vasca, che se lui dedicata può essere di 70 - 80 litri inserendo un bel gruppo di questi pesci (15-20), può ospitare zone con fitta vegetazione per permettere alla coppia di potervisi recare al momento dell’accoppiamento e successiva deposizione delle uova.
Il Chanda ranga non è di difficile allevamento, vale la pena anche di tentare la sua riproduzione.

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