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Misurare i valori dell'acqua in acquario

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Rilevatore permanente di CO2 con reagente: concentrazione di CO2 espresso il valore pH con DKh 3

 

La misurazione dei parametri chimico-fisici dell'acqua è ovviamente un'operazione quasi quotidiana per la corretta gestione dell'acquario di acqua dolce.
Soprattutto in vasche dove l'acqua è particolarmente tenera, quindi più soggetta a sbalzi del ph quando dovessero mancare sostanze cosìdette tampone.
Partiamo proprio dal ph: in commercio esistono misuratori elettronici, dal prezzo tutto sommato abbordabile, che funzionano con piccole pile la cui durata è prolungata nel tempo.
In questo caso la spesa da affrontare è quella relativa alle soluzioni (una alcalina ed una acida) che servono per calibrare correttamente lo strumento.

Il sensore dello strumento deve essere inserito alternativamente nelle due soluzioni, prima in quella acida che corrisponde ad un determinato valore (esempio: ph 4.01).
Si procede quindi, tramite piccolo cacciavite in dotazione ad impostare tale valore, visualizzabile sul display dello strumento, poi si procede con la soluzione basica (alcalina) su di un valore, sempre a titolo di esempio, di 8.01.
Quando lo strumento, correttamente impostato, misura con precisione le due soluzioni dopo la taratura, è possibile procedere con la misurazione dell'acqua in acquario.
Risulta sconsigliato inserire il sensore direttamente nella vasca, meglio prelevare un po' di acqua dell'acquario, in un piccolo contenitore pulito, risciaquato preventivamente e ripetutamente nella stessa acqua da misurare.
Tali soluzioni sono soggette a periodo di durata, dopodichè la loro affidabilità non è più garantita, di conseguenza quella relativa alla precisione dello strumento e la misurazione che scaturisce.
Questo è il limite dei misuratori elettronici, ovvero la garanzia di una corretta calibrazione, senza questa il misuratore non serve sostanzialmente a nulla.
Esistono ovviamente in commercio misuratori sofisticati, ma parecchio costosi: a meno che non vi sia una reale e tassativa necessità di una assoluta precisione delle misurazioni, questa ipotesi è da scartare, per via dei costi molto elevati.
Le soluzioni con indicatore sono quelle, tutto sommato, più economiche e sufficientemente affidabili.
Quelle per intenderci con una soluzione liquida, un piccolo contenitore per prelevare l'acqua della vasca, ed una scala colorimetrica che serve per la comparazione.
Anche questi ovviamente, come tutti i prodotti, sono soggetti a scadenza: oltre la data di scadenza indicata sul prodotto, ovviamente è opportuno sostituire la soluzione per poter effettuare misurazioni affidabili.
Per un tot di acqua (esempio 5 ml) è necessario inserire tot gocce di indicatore (esempio 5 gocce).
Si agita leggermente in senso rotatorio il piccolo contenitore per una decina di secondi, l'acqua assume un determinato colore, si aspetta poco meno di un minuto, indicativamente, per dare modo alla soluzione (acqua + indicatore) di stabilizzarsi, il colore scaturito è da confrontare poi con la scala colorimetrica, ad ogni colore corrisponde un valore di ph:
6,0 - 6,2 - 6,4 - 6,6 etc.
Tale comparazione è da effettuarsi con luce diurna, non quella di lampade che certamente falserebbero la valutazione visiva.
Altro prodotto interessante sempre per la misurazione del ph, sono le piccole strisce colorate da inserire in un minuscolo contenitore dotato di ventosa, da collocare nell'acquario.

Queste danno risultati piuttosto affidabili per due giorni circa, dando la possibilità di monitorare costantemente il ph grazie ad una scala colorimetrica confrontabile con quella relativa ai colori scatuiriti sugli indicatori, in questo caso appunto le strisce in cartoncino inserite nell'acqua.
Personalmente mi sono sempre trovato bene con questo tipo di indicatore, dobbiamo ricordarci però di conservare bene nel loro involucro le strisce nuove, di modo che non possano assorbire umidità e quindi risultare poi fasulle nelle misurazioni.
è sufficiente conservarle ben chiuse, in luogo asciutto.
Altro indicatore molto utile è quello liquido da inserire in apposito contenitore, poi collocato in acquario, capace di misurare co2 e ph contemporaneamente.
Questo si rende certo indispensabile ove vi sia la presenza di un erogatore di co2, per comprendere effettivamente quanta anidride carbonica stiamo erogando in acquario.
Anche questo tipo di soluzione ha una durata di diversi giorni, a secondo del produttore, e risulta sufficientemente preciso ed affidabile.
Viene inserita una dose (come specificato nelle istruzioni dal produttore) di liquido nel piccolo contenitore, poche gocce e tot di acqua dell'acquario.
Il contenitore viene chiuso con apposito tappo dotato di piccola membrana.
La colorazione assunta dal liquido presente è da confrontarsi con la scala colorimetrica in dotazione, di solito questi indicatori impiegano un'ora circa prima di dare risultati piuttosto precisi.

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